“La legge del sognatore”, ovvero come omaggiare Fellini

Nei miei lunghi anni di lettrice accanita (praticamente da quando ho imparato a leggere, all’asilo) non mi era mai capitato di restare per mesi senza riuscire a completare un libro. Anzi, a volte senza nemmeno riuscire ad iniziarne uno. A quanto pare questo pazzesco 2020 continua a sorprendere (e non piacevolmente) fino all’ultimo. Ma non demordo e ci riprovo senza sosta, cercando di riprendere questa sana abitudine. Per questo ho infilato il naso tra le pagine di “La legge del sognatore” di Daniel Pennac, senza riuscire a staccarmene finché non ho completato l’ultima riga. Finalmente, è stato un sospiro di sollievo per il mio spirito e la mia mente. 

Da tempo una mia amica mi consigliava di leggere Pennac, ma tra i tanti libri in coda (ho la camera letteralmente invasa) non ero mai riuscita. Forse anche la copertina ‘da sogno’ mi ha attratto, a volte mi lascio influenzare dal disegno impresso sulla copertina di un libro. Insomma, sta di fatto che mi sono immersa in qualcosa di magico. Da grande sognatrice quale sono (anche troppo probabilmente), ritrovarmi a leggere proprio di questo, un omaggio poi al grande Federico Fellini, è stato qualcosa che mi ha fatto sgranare gli occhi e messo un bel sorriso sul volto per tutta la durata della lettura. Da tempo non mi capitava con un libro. 

Scopro il buon Pennac molto tardi, così come ho scoperto tardi anche Fellini. Forse se avessi avuto qualche amico più interessato ai film che a ‘Donna Moderna’ o al pallone, probabilmente avrei fatto prima questa scoperta, ed in compagnia. Invece è stata un’amica purtroppo lontana, di Torino… Che certo ringrazierò sempre. Capolavori come ‘I vitelloni’ o ‘8 e mezzo’ meritavano di essere visti MOLTO prima (così come conoscere bene la figura dello straordinario Marcello Mastroianni), ma meglio tardi che mai dai… Così come tante altre cose, ma piano piano sto cercando di recuperare. Quel che è certo è che non dimenticherò tanto facilmente il viaggio ‘del sognatore’, la forte impressione che mi ha lasciato questo libro dei sogni e di Fellini. 

Forse era proprio quello che serviva in questo periodo di ‘troppa realtà’ che stiamo vivendo. “La vita è sogno”, come dice Spock al suo capitano Kirk all’inizio di ‘Star Trek: L’ultima frontiera’. Una frase che rispecchia anche questo libro: un viaggio nella mente, in ciò che può creare la fantasia, nelle impressioni profonde che possono lasciare certe immagini, che siano scritte o visuali. Con Pennac vedevo la sua passione, ciò che creava con le parole prendeva vita nella mia mente. Una ‘ventata di freschezza’, un’iniezione di positività che probabilmente a livello personale mi serviva davvero. 

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