“Stargate”, alla scoperta di un altro mondo

Un giochetto che mi piace particolarmente è legare libri a film. Esempio: leggere il libro e scoprirne il film che ne è stato tratto, se esiste. Oppure il contrario, quando vedo un film tratto da un libro (fedelmente o liberamente) sento l’irresistibile curiosità di scoprirlo. Con “Stargate” rientro decisamente nella seconda categoria. Conosco a memoria il film, anche se sono riuscita a rintracciare il dvd solo di recente, non conoscevo invece il libro ed ero molto curiosa di vedere le differenze.

Diciamo che per una volta sono pochissime. Sarà perché è stato scritto da Dean Devlin e Roland Emmerich, gli stessi che hanno poi dato vita al film. Quasi una sorta di “traccia”, in cui la magia è esattamente la stessa, chiaramente con dettagli in più che non sempre possono essere riportati sul grande schermo (la durata totale si allungherebbe e non di poco). La storia inizia nell’8000 a.C. in Africa, introducendo un ragazzo ‘diverso’ da tutti gli altri della sua tribù, dal destino che conosceremo solo ben più avanti.

Un breve antefatto per poi passare al 1928: siamo a Il Cairo, un giorno viene ritrovato un gigantesco anello di un materiale che non esiste sulla Terra, assieme (tra le altre cose) ad un cartiglio con segni ignoti. Catherine, figlia di nove anni del professor Langford, uno degli autori della straordinaria scoperta, giura a se stessa di venire a capo di tutto questo, dedicando la sua intera esistenza alla ricerca. Passano decenni ed arriviamo ai “giorni nostri” a Los Angeles: incontriamo Daniel Jackson, accanito studioso di egittologia, quindi un luminare in questo campo, se così possiamo dire.

Ma è un giovane detestato per le sue conclusioni “eccentriche”, “da fuorviato”, sulla storia dell’Antico Egitto. Finché Catherine, ormai anziana signora ma presente ad una delle sue conferenze (risoltasi con la classica presa in giro da parte degli eminenti professori presenti), non vede in lui la possibilità di risolvere ciò che sta studiando da tantissimo tempo. Daniel ci riesce: scopriamo così la Porta delle Stelle, lo Stargate: una volta avviato, questa incredibile tecnologia che lo muove porterà lui ed un gruppo di militari dall’altra parte dell’universo conosciuto.

Qui inizia però un’avventura ben diversa dalle previsioni: alla ricerca della ‘combinazione’ per riavviare l’anello e tornare sulla Terra, gli uomini scoprono un nuovo mondo, un popolo primitivo, ma anche il destino di quel ragazzo citato all’inizio del libro. Un giovane destinato a grandi cose, ma allo stesso tempo terribili. Una scrittura che tiene incollati fino alla fine, un vero classico del genere, consigliatissimo per tutti gli amanti della fantascienza.

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