Delicate storie giapponesi, parte 3: “Ritratto di famiglia con tempesta”

Non molto tempo fa per TV hanno passato un film dal titolo sentito molte volte. Tra una cosa e l’altra non ero mai riuscita a vederlo, così ne ho approfittato. Mi ero già avvicinata a Kore’eda Hirokazu grazie a “Little Sister”, una storia davvero stupenda. Ho avuto poi l’occasione di vedere “Le verità” al cinema, durante una rassegna cinematografica nella mia città (sembra di parlare di secoli fa…). Non mi ha deluso nemmeno questo, “Ritratto di famiglia con tempesta”.

Non è un racconto della famiglia ideale, anzi diciamo pure che ne è ben lontano. Ma sappiamo che la ‘famiglia della Mulino Bianco’ non è mai esistita: ognuno ha le sue beghe, i problemi quotidiani da affrontare… In questo caso parliamo di una coppia separata con un figlio, ormai l’unica cosa che hanno in comune. Lui, Ryota, è un tipo inaffidabile in qualsiasi aspetto della sua vita e questo non contribuisce alla creazione di un rapporto sereno con l’ex moglie Kyoko, influenzando quindi anche la relazione con il figlio.

“La tempesta” arriva quando tutt’e tre si trovano costretti a trascorrere la notte a casa della madre di lui, che tanto vorrebbe la riappacificazione tra ex coniugi… Non una metafora, ma un vero e proprio tifone, che impedisce ai tre di tornare alle rispettive case. Qualcosa sembra cambiare, i protagonisti si parlano, cogliendo l’occasione per creare un rapporto più umano. Durerà? Il regista ci ha permesso di dare un’occhiata nelle loro vite, ma il finale resta aperto. E dico giustamente, visto che non può esistere un finale univoco in una storia così complessa.

Lui riuscirà a mettere ordine nella sua vita o sarà tutto come prima? Lei smetterà di minacciarlo di non fargli più vedere il figlio se non versa gli alimenti? Riusciranno ad avere un rapporto sano per il bene del ragazzino? Il ‘finale’ dipende dalla sensibilità di chi guarda. Una volta di più però mi ha colpito molto la capacità di Kore’eda Hirokazu di raccontare queste storie molto comuni, mostrando ogni sfumatura di questi ‘ritratti’. Storie comuni ma proprio per questo potenti, capaci sempre di far riflettere.

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