La magia dei Viaggiatori di Bruno Catalano: alla scoperta degli “ospiti speciali” a Castelfranco Veneto

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Merita una menzione la mostra a cielo aperto che sta attirando molti curiosi, tra turisti e cittadini della zona: i Viaggiatori, opere monumentali in bronzo di Bruno Catalano, artista italo-francese, che dallo scorso 27 giugno “abitano” a Castelfranco Veneto, dove rimarranno fino al prossimo 6 novembre. La mia città trasformata in un palcoscenico a cielo aperto: Piazza San Liberale, cuore del centro storico dentro le mura, e la Torre dell’Orologio sono i posti scelti per le sculture, che compongono la mostra intitolata “Bruno Catalano incontra Giorgione”. Il passato, rappresentato dall’artista rinascimentale castellano – figura rivoluzionaria e ad oggi ancora ricca di mistero – che viene rievocato nel presente con le opere di Catalano, in un dialogo artistico continuo che va oltre il tempo.

I Viaggiatori

Corpi frammentati che si alternano a spazi vuoti, metafora di un cammino fatto anche di mancanze, e le valigie, simbolo del passato che portiamo sempre con noi. Il tratto inconfondibile di Catalano per le sue celebri figure dei Viaggiatori, collocate in città tra le architetture storiche della città natale del Giorgione. “Un circuito temporale straordinario” è la definizione che ne ha dato Lorenza Gava al momento della presentazione dell’installazione artistica. Un’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale con il patrocinio della Regione del Veneto, ed è organizzata dalla Galleria Ravagnan, con la curatela di Rina Dal Canton.

-> L’episodio podcast

Chi è Bruno Catalano

Di origini siciliane, nasce nel 1960 in Marocco, dove rimane finché la famiglia non si trasferisce in Francia 10 anni dopo. In seguito inizia a lavorare come elettricista, poi lavorerà a lungo per una compagnia di navigazione, entrando a far parte della Società Marittima Nazionale Francese. Un percorso personale e professionale quindi ben lontano dal richiamo dell’arte, che arriverà attorno agli anni ’90: grazie ad alcuni amici scopre l’arte delle maschere in pelle, si dedicherà poi alla ceramica, tanto da iscriversi ad un laboratorio dedicato per imparare a padroneggiare il materiale. Sono i passi decisivi verso la strada della scultura, con un proprio laboratorio ed un proprio forno: il primo riconoscimento ufficiale risale al 2001, quando gli viene commissionato il busto di Yves Montand per la piazza a lui dedicata. È l’inizio del periodo delle opere d’arte pubblica, diventate fulcro della sua arte.

La strada degli spazi vuoti

Un semplice incidente l’ha portato a prendere una nuova direzione. Un giorno, nel 2004, durante una fusione di metallo, qualcosa va storto e si crea un taglio, una breccia, nel corpo stesso della scultura. Catalano riparte da qui: i corpi frammentati e alternati da spazi vuoti diventano la sua firma per opere che diventano sempre più grandi, monumentali, in bronzo ed a volte c’è il colore. Le sue opere sono esposte principalmente in Francia (includendo il museo subacqueo a Marsiglia) e Italia, ma sono arrivate anche a New York. Come si può leggere nella sua biografia, “Un confronto tanto con la materia fisica che costituisce le opere, quanto con la materia intangibile che plasma l’esistenza umana”.

-> https://brunocatalano.com/

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