L’attenzione all’ambiente, alla salute e quindi alle conseguenze, per un’innovazione nel packaging che porti a modelli più sostenibili in particolare nella grande distribuzione. Ora più che mai serve cambiare rotta sul tema della plastica, utilizzata letteralmente dappertutto e che sta causando problemi sia all’ambiente che all’essere umano, inevitabilmente in simbiosi: eclatante la presenza della plastica addirittura nella placenta delle donne incinte. Saranno le tematiche da affrontare del prossimo incontro di venerdì 25 settembre alle ore 20:00 presso il Centro Don Ernesto Bordignon a Castelfranco Veneto.
Gli interventi
Tre le persone chiamate al tavolo di confronto: Melissa Morandin, Consigliera d’Amministrazione Coop Alleanza 3.0, che parlerà del ruolo della grande distribuzione su questa importante tematica; Beatrice Marcon, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia, che toccherà il tema delle microplastiche dall’ambiente alla placenta con annessi rischi per il feto; Vincenzo Cordiano, medico chirurgo e presidente ISDE Italia Onlus – Associazione Medici per l’Ambiente, che parlerà della grave minaccia per la salute e il pianeta portata dalle microplastiche nel piatto.

Salute e ambiente, un problema ‘storico’: il disastro dei PFAS
Una parentesi dovuta è che il citato dottor Cordiano è stato anche il primo ad aver segnalato l’associazione tra alcuni tumori e i PFAS prodotti dall’azienda chimica Miteni di Trissino, in provincia di Vicenza. Una gravissima questione tutta veneta scoperta nel 2013 (l’azienda ha chiuso nel 2018 per fallimento) e divenuta una delle più grandi emergenze ambientali d’Europa. Il rapporto annuale di Arpav sulle acque sotterranee pubblicato ad agosto 2026 conferma ancora la presenza di inquinamento nelle zone storiche della “zona rossa” tra le province di Vicenza, Verona e Padova, con circa 350.000 abitanti coinvolti. C’è un lieto fine almeno a livello giudiziario: il maxi processo concluso nel giugno 2025 ha portato a 11 condanne e 4 assoluzioni per gli ex manager dell’azienda chimica, che per la Corte d’Assise sapevano benissimo fin dagli anni ’70 del grave disastro ambientale e dei danni alla salute che stavano provocando.


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