Delicate storie giapponesi, parte 1: “Azami”

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Ultimamente mi sono resa conto che mi affascinano tantissimo quelle che mi piace definire “le delicate storie giapponesi”. Racconti di gente comune, delle loro vite non sempre felici, ma con uno stile semplice e diretto che continua a colpirmi molto. È questo che hanno in comune due libri che ho letto recentemente, più un film che ho visto sempre in quest’ultimo periodo. Se mi riuscirà in maniera accettabile, cercherò di parlarne.

Comincio con il primo libro, che davvero mi è piaciuto come ormai pochi. Parlo di “Azami” di Aki Shimazaki, leggo il primo di una nuova pentalogia chiamata “All’ombra del cardo”. L’ho trovato citato in alcuni profili social ed ecco, questo è stato il mio primo libro del 2021. L’unico “problema” è che l’ho finito, anzi divorato in una giornata! Per poi lasciar passare un po’ di tempo e riprenderlo nuovamente in mano. La seconda impressione non è stata diversa dalla prima, anche se stavolta (tra un articolo e l’altro) ho dovuto metterci un po’ di più. Ma forse è anche stato meglio così.

Protagonisti persone tutt’altro che perfette, ma dai forti sentimenti e, anche se di breve durata, capaci di lasciare un segno per sempre. Con la frase di una ninna-nanna come filo conduttore: “Mi chiamo Azami. Sono il fiore che culla la notte.” Riusciamo a dare un’occhiata al mondo di Mitsuo, il protagonista, che vive la sua vita tranquilla tra lavoro, moglie e figli (seppur con un ‘piccolo’ problema coniugale) finché non incontra Gorō “il gentile” e la bellissima Mitsuko, compagni di scuola ben 24 anni prima. Incontri quasi casuali che hanno l’effetto di un sasso lanciato nello stagno.

Fino all’inevitabile ‘ritorno alla normalità’, che forse lascia un po’ di amaro ma che non poteva essere diversamente. Come si può definire? A me è venuto in mente una finestra improvvisamente aperta, per lasciar entrare un po’ d’aria fresca. In un certo senso per Mitsuo può essere così: una novità, un brusco cambiamento nella sua vita soprattutto con Mitsuko, per ritornare poi nel suo ruolo ma forse da persona migliore. Almeno è così che mi piace vederla. Sarà perché è una storia che mi ha coinvolto molto, raddrizzando le mie giornate in questo periodo un po’ particolare. Sta di fatto che attendo con impazienza il prossimo!

3 risposte a “Delicate storie giapponesi, parte 1: “Azami””

  1. Avatar wwayne

    Anch’io ho dedicato un post alla letteratura giapponese: https://wwayne.wordpress.com/2011/01/31/big-in-japan/. Che ne pensi?

    1. Avatar Diana Tamantini

      Direi che hai proprio centrato il punto! Ma è proprio questa diversità che personalmente mi attira molto, come se letteratura occidentale ed orientale si ‘completassero’ a vicenda 🙂

      1. Avatar wwayne

        Attira molto anche me. Grazie mille per i complimenti e per la risposta! 🙂

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