Ricordando Sean Connery

31/10/2020, data in cui un ormai 90enne Sean Connery si è spento nel sonno. Un altro favoloso attore che lascia questo mondo e rende più buio il mondo del cinema. Per ricordarlo, in TV hanno passato uno dei tanti film che l’hanno reso immortale: “Il nome della rosa”, dallo splendido libro di Umberto Eco. Quel Guglielmo da Baskerville che avevo tanto ammirato e che ho ritrovato pienamente nell’interpretazione di Connery.

‘Mondo libri’ che ricorre in seguito anche in un altro film che ho apprezzato molto, “Scoprendo Forrester”. Un’altra parte molto complessa, ma che ricoperta da lui è diventata letteralmente favolosa. Questo perché Connery è ben di più di James Bond, come lo hanno ricordato nei telegiornali. Certo però, come si fa a parlare di una leggenda? Personalmente non ne sono all’altezza e certo non ci provo nemmeno con queste mie parole. Ma mi hanno insegnato ad apprezzare il buon cinema, quello che ti lascia qualcosa dentro una volta che il film è giunto ai titoli di coda.

Sean Connery era questo. Bastava che apparisse ed avevi già l’assoluta certezza che non te lo saresti mai dimenticato. Ad essere sincera, della saga di James Bond ho visto solamente il primo film, anzi qualche spezzone. Ho amato molto di più i due che ho citato in precedenza, o “Marnie”, o la sua parte straordinaria in “Gli intoccabili”. Un attore vero, ‘vecchio stampo’, modelli in via d’estinzione ormai. Diventando però immortale grazie alle sue interpretazioni indimenticabili.

Vincent&Theo van Gogh: lettere di un legame indissolubile

La mia cara amica di Torino mi ha mandato una cosa bellissima. Un link che ti permetteva di vedere “Il caffe di notte” di Vincent van Gogh, ma non piatto: muovendo il telefono, o spostando solo l’immagine col dito, ti ritrovavi ‘circondato’ da quel quadro. Quel paesaggio era intorno a te, bastava solo spostarsi. A me poi che piace un sacco, è apparsa davvero una cosa meravigliosa, che mi ha strappato il sorriso in una giornata tutt’altro che serena.

Mi ha fatto tornare alla mente lo splendido film ‘Loving, Vincent’, realizzato con la tecnica che lui usava nei suoi quadri. Ed anche il libro con le lettere che scriveva all’adorato fratello Theo, l’unica persona al mondo che sia mai riuscito a comprenderlo. Mi ha sempre colpito in maniera pazzesca questo rapporto tra i due. Non mancavano certo le liti, i forti dissidi, ma si capivano: questo è l’aspetto fondamentale di ciò che l’uno significava per l’altro.

Sarà che io e mia sorella non ci siamo mai comprese, come se vivessimo costantemente su due mondi diversi e non destinati ad incontrarsi mai. Invece Vincent ha sempre trovato in Theo il suo appoggio, il suo rifugio sicuro, così come Theo adorava il fratello maggiore, tanto da non sopravvivergli a lungo. Grazie a questo rapporto abbiamo l’artista che tutti conosciamo e ammiriamo. Vincent&Theo, un legame forte ed incondizionato. Ad essere sincera li invidio non poco.

“La legge del sognatore”, ovvero come omaggiare Fellini

Nei miei lunghi anni di lettrice accanita (praticamente da quando ho imparato a leggere, all’asilo) non mi era mai capitato di restare per mesi senza riuscire a completare un libro. Anzi, a volte senza nemmeno riuscire ad iniziarne uno. A quanto pare questo pazzesco 2020 continua a sorprendere (e non piacevolmente) fino all’ultimo. Ma non demordo e ci riprovo senza sosta, cercando di riprendere questa sana abitudine. Per questo ho infilato il naso tra le pagine di “La legge del sognatore” di Daniel Pennac, senza riuscire a staccarmene finché non ho completato l’ultima riga. Finalmente, è stato un sospiro di sollievo per il mio spirito e la mia mente. 

Da tempo una mia amica mi consigliava di leggere Pennac, ma tra i tanti libri in coda (ho la camera letteralmente invasa) non ero mai riuscita. Forse anche la copertina ‘da sogno’ mi ha attratto, a volte mi lascio influenzare dal disegno impresso sulla copertina di un libro. Insomma, sta di fatto che mi sono immersa in qualcosa di magico. Da grande sognatrice quale sono (anche troppo probabilmente), ritrovarmi a leggere proprio di questo, un omaggio poi al grande Federico Fellini, è stato qualcosa che mi ha fatto sgranare gli occhi e messo un bel sorriso sul volto per tutta la durata della lettura. Da tempo non mi capitava con un libro. 

Scopro il buon Pennac molto tardi, così come ho scoperto tardi anche Fellini. Forse se avessi avuto qualche amico più interessato ai film che a ‘Donna Moderna’ o al pallone, probabilmente avrei fatto prima questa scoperta, ed in compagnia. Invece è stata un’amica purtroppo lontana, di Torino… Che certo ringrazierò sempre. Capolavori come ‘I vitelloni’ o ‘8 e mezzo’ meritavano di essere visti MOLTO prima (così come conoscere bene la figura dello straordinario Marcello Mastroianni), ma meglio tardi che mai dai… Così come tante altre cose, ma piano piano sto cercando di recuperare. Quel che è certo è che non dimenticherò tanto facilmente il viaggio ‘del sognatore’, la forte impressione che mi ha lasciato questo libro dei sogni e di Fellini. 

Forse era proprio quello che serviva in questo periodo di ‘troppa realtà’ che stiamo vivendo. “La vita è sogno”, come dice Spock al suo capitano Kirk all’inizio di ‘Star Trek: L’ultima frontiera’. Una frase che rispecchia anche questo libro: un viaggio nella mente, in ciò che può creare la fantasia, nelle impressioni profonde che possono lasciare certe immagini, che siano scritte o visuali. Con Pennac vedevo la sua passione, ciò che creava con le parole prendeva vita nella mia mente. Una ‘ventata di freschezza’, un’iniezione di positività che probabilmente a livello personale mi serviva davvero. 

Pronti, partenza, via!

Diamo il via ad un esperimento. Fin da piccola ho sempre avuto la passione della scrittura, mi è sempre sembrato il modo migliore per esprimermi. Certo non sempre mi riesce bene, ma ci provo con tutte le mie forze. Ho la fortuna di scrivere per un giornale sportivo online, ma non sempre è sufficiente come ‘sfogo’ di scrittura. Ogni tanto butto giù qualcosa per conto mio, a mano o su fogli word: pensieri personali e non, spesso dopo un libro in particolare che mi è piaciuto o un film che mi ha colpito. Anzi, sono proprio questi gli argomenti che mi danno qualche idea. Certo sto avendo difficoltà a liberare la mente in quest’anno particolare, come non mi era mai successo prima. Spero però di riuscire a ripartire ed a liberare il ‘blocco’. Cominciamo, vediamo dove mi porterà tutto questo.